domenica 29 luglio 2012

Rose Storiche Italiane

Rosa "Florentia", medaglia d'oro a Roma nel 1941...
Rosa "Florentia", ibridatore Giacomasso, 1941
particolare, acquerello su carta. Aurora Tazza

sabato 28 luglio 2012

Hesperides, Limoni digitati

Bizzarrie dell' Eriophyes sheldoni, l'Acaro delle meraviglie...


Citrus limon (L.) Burm. "Digitata"
acquerello su carta pergamena. Aurora Tazza

Limon citratus alterum includens
G. B. Ferrari, "Hesperides", 1646
© 1995-2012 Missouri Botanical Garden
http://www.illustratedgarden
Aliae formae citrati limonis alios includentis
G. B. Ferrari, "Hesperides", 1646
© 1995-2012 Missouri Botanical Garden
http://www.illustratedgarden
Aurantium distortum
G. B. Ferrari, "Hesperides", 1646
© 1995-2012 Missouri Botanical Garden
http://www.illustratedgarden
Malum citreum multiforme
G. B. Ferrari, "Hesperides", 1646
© 1995-2012 Missouri Botanical Garden
http://www.illustratedgarden

mercoledì 25 luglio 2012

Hesperides, oro di Sorrento

Limoni di Sorrento

Nella Penisola Sorrentina si sono andate nel tempo caratterizzando numerose cultivar di agrumi...
Citrus limon (L.) Burm., Limone di Sorrento
acquerello su cartone
collezione dott. Sabrina Cutrono
 Aurora Tazza

Hesperides, Montale

Le trombe d'oro della solarità

(...) qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
[Eugenio Montale, "I Limoni" , da "Ossi di Seppia", 1925]

Limone di Sorrento, studio
grafite e pastello a olio su carta
Aurora Tazza

Hesperides, il Cedro "Mano di Budda"

Citrus medica "Sarcodactylis"

Originario dell'Estremo Oriente, dove viene coltivato da secoli per fini religiosi, questo straordinario cedro presenta un frutto poderoso e tentacolare che, da acerbo, è molto simile alla mano chiusa del Budda in meditazione.
Ho ammirato per la prima volta il Citrus medica "Sarcodactylis" visitando le rinnovate collezioni di agrumi dei Giardini Segreti di Villa Borghese, a Roma, restituiti a studiosi e appassionati grazie all'intervento di restauro su progetto dell'Arch. M. Di Giovine e della Prof.ssa Alberta Campitelli.
A.T.

Citrus medica L. "Sarcodactylis"
acquerello su carta. Aurora Tazza
Citrus medica L."Sarcodactylis", studio
grafite su carta. Aurora Tazza

venerdì 13 luglio 2012

Rosa chinensis "Mutabilis"

"...tutto passa, la natura muta e cambia tutte le cose”
Lucrezio, "De Rerum Natura",  V, 826

Petali di Rosa chinensis "Mutabilis"
acquerello su carta. Aurora Tazza

Giovan Battista Ferrari

Limoni cedrati


 Image of 285 Illustration of LIMON PSEUDOCITRATUS BARBERINORUM
Limon pseudocitratus barberinorum
 Image of 287 Illustration of LIMON CITRATUS SILUESTRIS
Limon citratus silvestris
 Image of 267 Illustration of LIMON CITRATUS PRIMÆ NOT Æ SCABER
Limon citratus primae notae scaber
 Image of 265 Illustration of LIMON CITRATUS PRIMÆ NOTÆ LÆUIOR
Limon citratus primae notae laevior
 Image of 283 Illustration of LIMON CITRATUS IN COENOBIO TERESIANO TRANS TYBERIM
Limon citratus in coenobio teresiano trans tyberim
 Image of 281 Illustration of LIMON CITRATUS AMALPHITANUS
Limon citratus amalphitanus
G. B. Ferrari, "Hesperides", 1646
© 1995-2012 Missouri Botanical Garden
http://www.illustratedgarden.org




giovedì 12 luglio 2012

Fra Limoni, Cedri e Aranci

I Limoni Cedrati costituiscono un importante gruppo di ibridi fra limone e cedro, coltivati soprattutto a scopo ornamentale.

Citron Lemons are a major hybrid, grown primarily for ornamental purposes.

Citrus limonimedica Lush. 'Pigmentata'
acquerello su carta. Aurora Tazza
Collezione privata




Citrus limonimedica Lush., Limone cedrato di Amalfi
acquerello su carta. Aurora Tazza

martedì 10 luglio 2012

Le antenate della "Belle Portugaise"


L’ibridatore Henry Cayeux descrive la sua creazione:

"...Belle Portugaise, from Souvenir de Léonie Viennot x R. gigantea.
A large and beautiful rose of very delicate coloring—shell pink touched with salmon. The very long buds reach a length, sometimes, of 10 cm. (4 inches), especially when they are produced at the ends of vigorous branches. The flower, when completely open, may measure from 15 to 16 centimeters (6-6.5 inches) in diameter. Grown in a temperate climate, Belle Portugaise attains a great development and is literally covered with its large blooms. It seems to have inherited the great luxuriance possessed by the mother plant, Souvenir de Léonie Viennot; moreover, it is able to produce fertile seeds, and might thus be very usefully employed in hybridization."

H. Cayeux, "Journal of Heredity" (1929), p. 307.


L’esuberanza e il vigore della “Belle Portugaise” sono dunque un’eredità della “Souvenir de Mme Léonie Viennot, una lussureggiante tea sarmentosa creata dall’ibridatore francese Jean-Alexandre Bernaix nel 1898 a Lione, a partire dalla storica “Gloire de Dijon”.

L'ibridatore Jean-Alexandre Bernaix
autore della Rosa "Souvenir de Madame Léonie Viennot"

Le proporzioni imponenti dell’ibrido di Henry Cayeux sono invece un lascito della Rosa gigantea.

La storia della scoperta della gigantea, definita da Graham Stuart Thomas "l'Imperatrice delle rose selvatiche", è piuttosto movimentata: due rinvenimenti, il primo nel 1882  ad opera del botanico scozzese Sir George Watt, “Medical Officer” nello Stato di Manipur (India nord-orientale); Sir George, colpito dalla grandezza dei suoi cinorrodi la chiamò R. macrocarpa, cambiando in seguito la denominazione in R. xanthocarpa, per sottolinearne il colore. A questo fortunato rinvenimento non fece seguito alcuna classificazione.

Bisogna attendere il 1888 perché il botanico Sir Henry Collett, avvistando a Shan Hills nello stato di Burma, i lunghi rami festonanti di questa rosa dai grandi fiori, la chiamasse Rosa gigantea e ne spedisse alcuni campioni ai giardini botanici di Kew e Calcutta. Di lì i campioni furono inviati al botanico belga François Crépin, il quale ne diede per primo una descrizione accogliendo, su suggerimento dello stesso Collett, il nome di Rosa gigantea.

Rosa gigantea Collett ex Crép.; campioni raccolti
da Sir Henry Collett sulle colline Shan,
in alta Birmania. Erbario Crépin.
Orto Botanico Nazionale del Belgio (BR).
Da "Botarosa", Les pages de la roseraie environnementale
de Chaumont-Gistoux.

Ecco cosa scrive a proposito Mauro Lino Roberto Pesce, membro della community “Le Rose Antiche”:

“(…). Secondo l'ipotesi formulata da Crèpin, la R. gigantea di Collett e la R. xanthocarpa di Watt erano due espressioni della stessa pianta; comunque tale opinione non venne mai condivisa da Watt, il quale preferiva credere che le due piante fossero distinte e che la R. gigantea fosse piuttosto un ibrido derivante da R. chinensis.
Per un certo periodo si è ritenuto che le differenze morfologiche individuate da Watt, come il possedere 7-9 foglioline invece di 5-7 ed avere fiori di colore piu' scuro, potessero essere inconsistenti. In particolare e' stato notato che le R. gigantea che vivono alle quote piu' alte, quindi in condizioni di temperatura più bassa, tendono ad avere una colorazione più intensa del fiore. Mentre le gelate sono pressochè sconosciute presso Shan Hills, dove è stata rinvenuta la R. gigantea, la R. xanthocarpa è stata raccolta in Manipur ad una considerevole altezza, dove il clima e' certamente più rigido; ciò potrebbe spiegare il mistero se non fosse che un'altra autorità nelle R. gigantea, l'ibridatore H. Cayeux, sostenne la prospettiva di Sir Watt. Attualmente si ritiene che entrambe le varietà siano sotto-specie di R. chinensis. La cosa può sembrare apparentemente difficile da credere, rammentando i bassi cespugli di 'Old Blush' dal fiore doppio che abbiamo in giardino; tuttavia le R. chinensis spontanee sono piante a fiore semplice che crescono notevolmente, e non è raro che raggiungano i 6 m di altezza. Crèpin era fermamente convinto che gli incroci di R. gigantea avrebbero potuto rivelarsi di maggior pregio rispetto a quelli ottenuti con R. chinensis, in virtù del fatto che la prima combinava bellezza del fogliame a fiori di grandezza ineguagliabile; per questo si prodigò perchè la coltivazione della pianta in occidente potesse avere successo, inviando parte dei semi raccolti ai giardini del sud Europa che, situati in una fascia climatica più calda, avrebbero fornito alla pianta un ambiente più adatto in cui crescere.
Oggi sappiamo quanto egli avesse ragione: la pianta ci ha effettivamente regalato una discendenza di una bellezza singolare. Successivamente alla scoperta di H. Collett e Sir Watt, W. Hancock e A. Henry segnalarono la presenza della pianta in Mengtze, Yunnan, a sud-ovest della Cina; in questo caso gli esemplari presentano fiori bianco puro, con una circonferenza di 15 pollici (40 cm circa).”


Da “la Storia delle Rose: La grande eredità della Rosa gigantea” di Mauro Lino Roberto Pesce, Museo Giardino della Rosa Antica.

venerdì 6 luglio 2012

Origini orientali della "Belle Portugaise"

Grandi fiori penduli rosa perlato con sfumature salmone ed un intenso profumo di tè, boccioli affusolati all'apice di lunghi steli, fogliame denso e persistente, rami che possono superare i dieci metri... La "Belle Portugaise" è davvero una rosa emozionante.
Il segreto del suo fascino sta nell'origine orientale, la "Belle Portugaise" è, infatti, un ibrido di Rosa gigantea, elegante quanto poco conosciuta rosa tea selvatica originaria dello stato di Manipur, nel nord-est dell'India. La Rosa gigantea Collett ex Crép., insieme con la Rosa chinensis var. spontanea (Rehder & E.H.Wilson), ha dato origine alla sterminata schiera delle rose moderne.
La "Belle Portugaise" fu ottenuta nel 1903 dal francese Henry Cayeux, direttore dell'Orto Botanico di Lisbona e primo ibridatore di gigantea in Europa, incrociando quest'ultima con "Souvenir de Mme Leonie Viennot". Seguirono, dal 1903 al 1905, altri suoi quattro ibridi di gigantea: "Etoile de Portugal", "Amateur Lopes", "Lusitania" e "Palmira Feijao".


L'esemplare da me dipinto nel 2011, proviene dal roseto dell'Orto Botanico dell'Università "Sapienza" di Roma, curato dal dott. Stefano Marzullo.
A.T.

Rosa "Belle Portugaise"
ibridatore Henry Cayeux, 1903
acquerello su carta di Aurora Tazza


Rosa chinensis Jacq.f. spontanea Rehd. & E. H. Wils.
Campioni d'erbario raccolti dallo scopritore
Augustine Henry nel 1884, Gole di Ichang, sud ovest della Cina;
erbario del Museo di Storia Naturale di Parigi.
Da "Botarosa", Les pages de la roseraie environnementale
de Chaumont-Gistoux.