mercoledì 24 febbraio 2016

Tócchi soavi: la mano e la Rosa

Un'osservazione ravvicinata di alcuni ritratti dipinti fra il XVI e il XIX secolo, svolta isolando dal loro contesto i dialoghi, tutti al femminile, fra Rose e affusolatissime mani...


Antonio Moro (1517-1576)
Maria Tudor

Anthony van Dyck (1599-1641)
Mary Villier, Lady Herbert of Shurland

Anthony van Dyck (1599-1641)
Lady Dacre

Bartholomeus van der Helst (1613-1670)
Abraham del Court e sua moglie,
Maria de Keerssgieter

Bartolomeo Guidobono (1654-1709)
Allegoria della Primavera

Giuseppe Bonito (1707-1789)
Ritratto di signora con una Rosa

Jean-Marc Nattier (1685-1766)
Ritratto di Isabella di Parma

Thomas Gainsborough (1727-1788)
Ritratto di Sarah, Lady Innes
Thomas Lawrence (1769-1830)
Ritratto di Catherine Gray, Lady Manners


Gyula Benczur (1844-1920)
Ragazza con Rose

Eugene de Blaas (1843-1931)
Due donne veneziane


L'intreccio di dita e rami appare come un indicatore, non solo della qualità tecnico-pittorica dell'opera - data la duplice complessità della mano nell'atto di tenere qualcosa di delicato quanto pungente e l'altra, strutturale e chiaroscurale, propria della Rosa - ma anche dell'idea stessa di bellezza e di femminilità che l'artista vuole esprimere.
In questa selezione, l'opera del ligure Guidobono, appartenendo al genere dell'allegoria ed essendo quindi libera dall'obbligo della verosimiglianza, esprime una più marcata idealizzazione formale.
A.T.

Fonti, nell'ordine:
-Museo Nacional del Prado, Madrid
-Timken Museum of Art, San Diego
-The Berger Collection Educational Trust, Denver Art Museum
-Boijmans-van Beuningen Museum, Rotterdam
-Fondazione Cariplo, Milano
-(Giuseppe Bonito, fonte sconosciuta)
-Kunsthistorisches Museum, Vienna
-The Frick Collection, New York
- Cleveland Museum of Art
-(Gyula Benczur, fonte sconosciuta)
-(fonte fotografica: Dorotheum)


mercoledì 17 febbraio 2016

Artista In-Formato 2016

Una densa esposizione collettiva di opere ispirate al tema dei frutti, realizzate secondo diverse tecniche, ma tutte rigorosamente in formato cm 20 x 20, si aprirà a Roma il prossimo 20 febbraio 2016, presso il laboratorio dell'"Associazione Internazionale Incisori". L'iniziativa è sostenuta dall'Associazione veneziana "Amor del Libro" e dal Laboratorio di  incisione, anch'esso veneziano, "Atelier Aperto" di Nicola Sene.
L'esposizione è visitabile fino al 5 marzo 2016.


 
"Agrumi medicei"
studio ad acquerello e grafite, cm 20 x 20
Aurora Tazza
Associazione Internazionale Incisori


Associazione Internazionale Incisori
Via Modena 50 (Metro Repubblica) - 00184 Roma.
Dal 20 febbraio al 5 marzo, dal lunedì al sabato,
h 16:00 - 19:30.
Inaugurazione sabato 20 febbraio ore 18:00.
Tel. 349 2696488
 

mercoledì 10 febbraio 2016

Rose e Florovivaismo Italiano al MACRO

Come già annunciato su queste pagine, lo scorso 4 febbraio 2016 sono stati presentati al pubblico gli Atti del 1° Convegno Internazionale "Gli Autori delle Rose e il Florovivaismo Italiano", organizzato dalla Nicla Edizioni lo scorso settembre 2015, presso il CET (Centro Europeo Tuscolano). 

 

Curati dall'editrice e scrittrice Nicoletta Campanella, gli Atti raccolgono gli interventi di  numerosi, importanti esponenti del mondo delle rose e del florovivaismo italiano e internazionale, quali Beatrice Barni, Walter Branchi, Nicoletta Campanella, Emanuela Rosa-Cloth, Alberto Giuntoli, Andrea Mansuino, Anna Peyron, Charles Quest-Ritson.
Alla presentazione, tenuta presso il MACRO (Museo d'Arte Contemporanea di Roma), sono intervenuti: Beatrice Barni, Nicoletta Campanella, Giovanna Alberta Campitelli, Alberto Giuntoli, Stefano Marzullo ed Anna Peyron.
In sala numerose autorità legate al mondo delle rose, fra cui l'importante collezionista e specialista di rose storiche italiane, Rita Oliva. 
 
Da sinistra: Nicoletta Campanella, scrittrice ed editrice; Giovanna Alberta Campitelli, dirigente Ville e Parchi Storici di Roma, (Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali); Anna Peyron famosa vivaista specializzata in rose botaniche, 
antiche e da collezione.

Beatrice Barni, biologa
e ibridatrice di "Rose Barni".
Stefano Marzullo, rodologo e curatore
del Roseto dell'Orto Botanico
dell'Università di Roma "La Sapienza".
Alberto Giuntoli, paesaggista
e presidente della Società
Toscana di Orticultura.
 
Gli interventi sono stati preceduti dalla proiezione in sala di una collezione di tavole grafico-pittoriche dell'artista botanica Aurora Tazza, dedicate alle Rose Storiche Italiane. Tavole presenti anche all'interno degli Atti.
A.T.
Proiezione delle tavole dedicate
alle Rose storiche italiane.

L'autrice delle tavole.


A breve, sarà disponibile l'edizione degli Atti in lingua inglese. 

Per prenotare copie degli Atti ci si può rivolgere a:


lunedì 1 febbraio 2016

Rose e Potere: Louise Vigée Le Brun al Metropolitan Museum of Art

Artista autodidatta di grande talento, Élisabeth Louise Vigée Le Brun (1755-1842), membro dell'Académie Royale de Peinture et de Sculpture de France e dell'Accademia di San Luca di Roma, a soli quindici anni era in grado di mantenersi con il suo lavoro di pittrice presso gli ambienti più aristocratici di Parigi, divenendo, in seguito, la ritrattista personale della regina Maria Antonietta, che per lei posò durante i migliori anni del suo regno.


Louise Élisabeth Vigée Le Brun.
L'artista mentre ritrae la regina Maria Antonietta (1800).
Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo 

Nel celebre dipinto "Maria Antonietta con una rosa", la regina, vestita in abito di seta azzurra drappeggiato e ornato di merletti, tiene in mano un ramo di Rosa centifolia e gelsomini avvolti in un nastro.
Le rose, simbolo della casata austriaca degli Asburgo, saranno un elemento ricorrente nei ritratti che la Le Brun dipingerà per Marie Antoinette: pallide, vellutate centifolie, solitarie o dipinte in mazzetti tenuti fra le dita affusolate della sovrana, oppure disposte in piccole siepi in ombra - quelle del Petit Trianon - o ancora in vasi e contenitori, secondo più elaborate composizioni.
La costante presenza delle rose nei ritratti della regina fu letta da molti, non semplicemente come leggiadro richiamo alle sue origini, ma quale segno di fedeltà agli Asburgo piuttosto che al regno di Francia, il cui emblema è notoriamente il giglio. Un ulteriore motivo di disaffezione del popolo nei suoi confronti...
A.T.

Louise Élisabeth Vigée Le Brun,
"Marie Antoinette à la Rose" (1783)
Castello di Versaille
 
Louise Élisabeth Vigée Le Brun,
"Marie Antoinette à la Rose" (partic.)
Louise Élisabeth Vigée Le Brun,
"Marie Antoinette à la Rose" (partic.)
Già esposte al Gran Palais, le opere della celebre ritrattista dell'Ancien Régime saranno in mostra presso il Metropolitan Museum of Art di New York, dal prossimo 9 febbraio fino al 15 maggio 2016. L'esposizione proseguirà  ad Ottawa, presso il Museo delle Belle Arti, dal 10 giugno al 16 settembre 2016.